Ciak Teramo

Santa Maria dei Lumi

La leggenda
Alle porte di Civitella, si trova una chiesa con annesso convento di Francescani, oggi è il Santuario dedicato a Santa Maria dei Lumi.  La prima costruzione rudimentale sembra sia stata opera dei pastori transumanti lungo la linea Piceno Aprutina ed affidata alle cure dei Benedettini prima, e dal 1123, ai Francescani, ed infine il 2 luglio 1466 eretto a Santuario di Santa Maria dei Lumi in affidamento ai Minori Osservanti di San Giacomo della Marca. La dedicazione deriva da una leggenda popolare che narra di apparizioni di angeli e di fiammelle che in certe notti illuminavano il cielo e tutta la vallata, soprattutto in coincidenza con avvenimenti di straordinaria portata epocale. Come nel 1507 quando cessò la guerra tra Campli e Civitella o nel 1817 quando la città fu liberata dalla peste o quando cadde una pioggia miracolosa dopo una lunga siccità, il 27 aprile 1893. 

“Quando se obscura el mundo
Luminari se vedia in certo loco
Presso del colle per un miglio poco
Da Dio ispirato
Fuo in tal loco un monaster fundato..
Nome prese de la Regina mita
Sancta Maria del Lumera."

Non fu ipotizzata una spiegazione razionale, finchè nel 1663 l’allora Vescovo di Teramo, Mausoni vide anch’egli: dalla sua testimonianza, conservata negli Atti Vescovili, fu accreditato il fenomeno soprannaturale ed il sito fu consacrato alla Madonna Lumera.

 

La statua
Dal volto sorridente di una giovane mamma, coronata di stelle, la statua quattrocentesca 81489) della Madonna, attribuita a Giovanni di Biasuccio da Fontavignone, molto somigliante a quella della Madonna delle Grazie di Teramo, unisce felicemente solennità e semplicità; il ricco panneggio che arriva fino ai piedi della Vergine ricorda quello di una giovane madre dal volto semplice e gioviale, sulle cui ginocchia è disteso il bimbo Gesù, umanissimo e lieto. Nel complesso ne risulta una figura di grande realismo che sembra tradurre l’antico detto che recita: caro Christi, caro Mariae (la carne di Cristo è la carne di Maria). La statua della Madonna è incastonata in un complesso ligneo in stile rinascimentale realizzato nel 1922  dallo scultore Alessandri comprendente il ciborio e che riprende nello stile l’altare maggiore. Il tutto conferisce alla Chiesa una atmosfera di calore ed intensità.

Il resto del Santuario è un insieme di differenti stili sovrapposti nel tempo;  sia la Chiesa sia il resto dell’attuale edificio conventuale, sono il risultato di una lunga serie di restauri che rendono poco decifrabile la struttura originaria.

La facciata esterna della Chiesa nel vicino 2006 è stata recuperata alla sua antichità rendendo visibili le tipiche pietre di travertino locale. Il Chiostro conserva l’ordine inferiore del loggiato con archi a tutto sesto su pilastrini di pietra, dalle linee tre-quattrocentesche.

 

La festa - La devozione
Il 27 aprile di ogni anno, a Civitella sui celebra la festa de “La Lumera”, termine che evoca la statua della Madonna. I fedeli amano rivolgersi a Lei anche con il titolo di “Madonna de la piova” (pioggia) perché sia il 20 maggio 1779, sia il 27 aprile 1893 si ottenne per sua intercessione l’implorata pioggia. E’ per questo che la festa in onore della Vergine viene celebrata il 27 aprile di ogni anno.

Alla base della lunetta sul portone d’ingresso della chiesa si legge il distico di invocazione alla Madonna:

Piega il ginocchio, o pellegrino e venera la Regina del cielo
Come disse anche l’Angelo divino, mormora: Ave!

Grande e profonda è la fede dei civitellesi verso santa Maria dei Lumi, veneratissima, alla quale essi si rivolgono per chiedere protezione ed aiuto.

I festeggiamenti in onore della Madonna si protraggono per tre giorni, dal 24 al 27 aprile e prevedono diverse funzioni religiose che culminano nella solenne processione, con fiaccolata ed esposizione del quadro di Santa Maria dei Lumi, lungo il territorio di Civitella partendo dal santuario e percorrendo l’area fuori le mura, incontrerà Sant’Ubaldo nel centro storico.

Inoltre si corre lo storico trofeo ciclistico Madonna Dei Lumi, gara, riservata agli juniores, vale come campionato provinciale di categoria.

 

Il santuario
Un portico di tipo romanico, ad archi a tutto sesto, su quattro pilastrini ottogonali, orna la facciata della chiesa dedicata alla “Lumera”

L’attuale configurazione del Santuario è quella derivata dai vari interventi eseguiti fino all’Ottocento. L’interno, a due navate, di cui quella sinistra è l’originale della primitiva chiesa benedettina, mostra un bell’altare ligneo del 1922 e numerose decorazioni pittoriche del presbiterio e della cupola, opere del pittore Pauri di Grottammare (1949). Gli affreschi della parte bassa sotto il cornicione e quelli di sant’Antonio e santa Lucia sono del conventuale Giovanni Lerario. 

“Questo luogo, che natura, gentilezza e pietà hanno composto come un avvincente poema di storia, con grande afflizione dei Padri Conventuali è trasformato dal 1950 al 1945 in campo di concentramento per ebrei stranieri residenti in Italia.

Questo luogo, oltra ad accogliere la sincera devozione dei civitellesi, ne conserva anche la memoria storica e, nel tempo, ne ha condiviso sempre lo stesso destino nelle guerre e negli assedi della fortezza, sempre bersaglio di bombardamenti.

 

Indulgenza del Santuario
Santa Maria dei Lumi è un Santuario sottoposto alla Bolla del Perdono di Assisi, che dispone alcune precise condizioni. Per ottenere l'indulgenza plenaria, il fedele deve:

confessarsi, fare la comunione eucaristica per essere spiritualmente unito a Cristo;

pregare per rafforzare il legame con la Chiesa, recitando almeno un Padre nostro, un’Ave Maria e un Gloria al Padre; recitare il Credo e il Padre nostro; visitare una chiesa o un oratorio francescano.


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