Ciak Teramo

Santuario Madonna della Tibia

La leggenda
Un’antica leggenda popolare, riferita da vari documenti, narra che un ricco commerciante di Amatrice, tale Bernardino Paolini, percorrendo la strada verso Teramo, proprio in quel punto, sarebbe precipitato in un burrone con tutto il suo carico di merci e tutti i suoi muli provocandosi delle dolorose fratture. Disperato, invocò l’aiuto della Vergine che esaudì le sue preghiere facendo risanare le fratture e salvando tutta la merce e risanando le zampe dei muli. In segno di devozione e gratitudine alla Madonna, Bernardo Paolini fece edificare la chiesa in questo luogo che era già da tempo una meta di devozione mariana, secondo quanto attestano altre leggende ancora più antiche. Per esempio, apprendiamo della persistenza dell’antico culto di un dipinto della Vergine che allatta il Bambino, collocata in una grotta adiacente all’attuale chiesa. E qui venivano le spose, le madri e le puerpere per chiedere la benedizione del latte.

 

Il Santuario
Su uno sperone di roccia che sovrasta l’antico tratturo sta la chiesa rupestre della Madonna della Tibia realizzata in pietra arenaria locale, con facciata a coronamento rettilineo, oculo centrale e campanile a vela a due fornici e due campane settecentesche, anch’esse con funzione apotropaica, secondo quanto recita la formula incisa su una di esse: A fulgure et tempestate libera nos, Domine. 

L’interno, a navata unica, ha copertura a capriate, un altare ligneo del XVII sec. Con dorature e policromie negli intagli delle colonnine, nei girali, nelle volute, nei putti; un pulpito, un confessionale, uno stipo: realizzati con il legno dei boschi circostanti ed intagliati da maestri d’ascia locali. In un inventario del 1732 si legge: nella detta chiesa v’è solamente l’altare della Madonna di Loreto…nel detto altare vi sono dodeci candelieri indorati..una veste talare, cinque pianete, un calice con la coppa d’argento, due messali, uno stipo, un reliquiario.

 

La devozione - l’indulgenza

Per grazia di Dio e della sede Apostolica
Vescovo di Teramo-Atri 2 luglio 2019
Erigiamo

La Chiesa di santa Maria della Tibia in Santuario Diocesano, con tutti i diritti e le facoltà a ciò connesse.

Nello stesso tempo nominiamo Rettore del predetto Santuario il Parroco pro tempore della parrocchia di Crognaleto.

Al Santuario concediamo l’Indulgenza parziale alle solite condizioni in tutte le Solennità e le Feste del Signore, della Beata Vergine Maria e dei Santi iscritte nel Calendario generale, in quello diocesano e nel Calendario prorio del santuario stesso; la stessa Indulgenza concediamo nelle memorie della Beata Vergine Maria.

Il Santuario di santa Maria della Tibia in Crognaleto osserverà come suo proprio il seguente calendario:

  • 2 luglio Maria Santissima delle Grazie
  • Compatrona della Città di Teramo
  • Anniversario della Erezione canonica del Santuario di santa Maria della Tibia in Crognaleto
  • 9 agosto  TASLAZIONE DI SANTA MARIA DELLA TIBIA
  • Solennità
  • 8 settembre NATIVITA’ DELLA BEATA VERGINE MARIA
  • Festa

Il 9 agosto a Crognaleto si ricorda la traslazione della preziosa statua lignea della Madonna dalla grotta dov’era collocata, fino alla chiesa: si celebra con una suggestiva processione notturna, alla luce delle fiaccole tutti i fedeli salgono dal paese al Santuario attraverso un ripido e brullo sentiero All’arrivo della processione suonano le campane a festa e la Madonna, luminosissima ed adorna di tanti gioielli, invita i fedeli a chiedere l’Indulgenza secondo la formula che è scolpita sul portale della chiesa: “Inginocchiati e venera la Madonna, o viaggiatore, affinché Ella diriga meglio il tuo passaggio tra i pericoli”.

Dopo la benedizione solenne, si intonano i canti tradizionali in dialetto.

Nel 1619 il Vescovo Visconti concesse l’indulgenza di cento giorni per ogni visita devozionale fatta al santuario de, provvedimento riconfermato da Benedetto XVI nel 2006.

Quello della Madonna della Tibia, appartiene anche al culto delle Sette madonne Sorelle: una forma devozionale mariana, antichissima, molto diffusa nella Diocesi Aprutina.


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